Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arte”

 

Ancora una volta Giovanni Carnovali detto il Piccio è presente in una importante Mostra, inaugurata a Milano lo scorso 25 giugno e aperta al pubblico fino al 22 novembre 2009, curata dall’italo francese Annie-Paule Quinsac.
Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arte”, è il grande evento culturale che si può ammirare a Palazzo Reale, interamente dedicato al movimento riformista e anticonvenzionale, nato a Milano nella seconda metà dell’Ottocento, del quale, a giusto titolo, il Piccio è riconosciuto come precursore. Non a caso la prima sala della mostra è interamente dedicata a dodici opere del nostro artista, che con la sua tecnica innovativa caratterizzata da contorni non definiti, precorre il movimento degli Scapigliati, da cui presero avvio il Divisionismo e il Futurismo.

Una retrospettiva da non perdere, per l’accurato ed elegante allestimento, per la qualità delle opere esposte, per il piacere di ammirarne 250,  tra dipinti, sculture, grafiche e incisioni che ci immergono, a quarant’anni dall’ultima esposizione alla Permanente, in un periodo artistico e storico di rinnovamento tumultuoso, ma sicuramente affascinante.

Come scritto nella presentazione della mostra “la Scapigliatura, termine che deriva dal titolo di un romanzo di Cletto Arrighi, ebbe il suo epicentro proprio a Milano: qui vissero gli artisti e i letterati  scapigliati che, animati da uno spirito di ribellione contro la cultura tradizionale e l’ambiente borghese, riversarono nell’arte e nella letteratura pensieri anti borghesi, la negazione della bellezza classica e la rivendicazione di una realtà varia e contraddittoria”.

La mostra presenta l’evoluzione del movimento in ordine cronologico, a partire dagli anni ’60 e rende omaggio a grandi maestri quali il Piccio e l’amico Federico Faruffini che sperimentò l’intensità coloristica come linguaggio delle emozioni. Negli anni ’70 protagonisti assoluti furono Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, che sostituendo al finito accademico una materia fluida e nebulosa, elaborarono la “macchia scapigliata” in splendidi ritratti di donne, fanciulli e di intere famiglie. Gli anni ’80 sono dedicati alla scultura scapigliata, che sostituisce alla statuarietà rinascimentale caratterizzata da forme plastiche ben levigate, una materia non finita come possiamo ben vedere nelle opere di Giuseppe Grandi e di Medardo Rosso. Infine gli anni ’90 evidenziano come il linguaggio scapigliato sia giunto ad una definitiva affermazione con le elaborazioni di Eugenio Pellini, Arturo Rietti, Camillo Rapetti e molti altri.

L’Associazione Culturale “Amici del Piccio” di Montegrino organizzerà a fine settembre, in data da definire, una visita guidata a Milano per visitare la mostra “Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arte”. Seguirà regolare avviso ai soci.

Per informazioni e prenotazioni individuali, per la visita a Palazzo Reale: Ad Artem – tel. 02 6597728.

Orari:
Lunedì: 14,30 - 19,30
Dal Martedì alla Domenica: 9,30 - 19,30
Giovedì: 9,30 - 22,30

Ingresso: 9,00 Euro (x sconti e/o riduzioni contattare 02.6597728)

N.B.
La biglietteria chiude sempre un'ora prima.